Fu lo stesso Dal Pra, convinto dell’utilità e del significato, di tale gesto, a donare la sua biblioteca filosofica all’Università che per lunghi anni lo aveva visto docente di Storia della filosofia. Attratto dalla possibilità di lasciare alle future generazioni di studenti uno strumento prezioso di studio e di consultazione, egli preparò, prima ancora della sua morte, il passaggio in Ateneo dei libri che erano stati suoi compagni di viaggio per i lunghi anni prima della formazione e poi dell’attività scientifica e dell’insegnamento.
La collezione consta di circa 5000 titoli, che spaziano dalla filosofia antica sino alla contemporanea, passando per l’età medievale e la moderna; altrettanto ampi sono gli spettri tematico e tipologico che vi si ritrovano: accanto a repertori bibliografici e di fonti, si trovano lavori storiografici ed esegetici, come anche opere d’impianto più marcatamente teoretico. Larga, naturalmente, è la selezione dei “testi” della filosofia occidentale, dal periodo arcaico greco, sino ai primissimi anni ’90. Essa rispecchia, d’altronde, la vastità degli interessi e del campo d’intervento intellettuale di Dal Pra, che fu antichista di razza – ancora validi sono i suoi contributi sullo scetticismo greco –, pioniere della medievistica italiana, studioso affermato di eminenti figure del ’700 europeo (Condillac, Hume) e raffinato interprete dell’Otto-Novecento filosofico italiano, con particolare attenzione alle personalità lasciate ai margini dalla storiografia neoidealista.
Di tutto questo è testimone privilegiata la raccolta che ci ha lasciato, il cui elenco è interamente disponibile, e ricercabile, a partire dalla piattaforma Minerva dell’Università degli Studi di Milano: