Le carte che costituiscono l’archivio personale di Mario Dal Pra giunsero nel 1992 presso la Biblioteca del Dipartimento di Filosofia – nato nel 1980 dalla fusione dei precedenti Istituti di filosofia e storia della filosofia – grazie alla generosità della moglie Ines Rizzoli, poco dopo i volumi che lo stesso filosofo volle donare all’Università dove per lunghi anni aveva esercitato il proprio magistero.
L’interesse per il materiale giunto in Statale non tardò a manifestarsi negli allievi e negli studiosi, tanto che già poco tempo dopo la morte di Dal Pra, avvenuta nel gennaio ’92, uscirono edizioni di inediti conservati nel Fondo e studi che trovavano in essi testimonianze preziose, in vista della ricostruzione del pensiero dell’autore e dei dibattiti teorici a cui ebbe modo di partecipare. Si fece presto sentire anche la necessità di giustapporre, a questo precoce scavo, una ricognizione puntuale della documentazione disponibile; già nel 1996 infatti, nel contesto di una giornata di studi consacrata al fondatore della «Rivista di storia della filosofia» – l’occasione era fornita dalla celebrazione dei cinquant’anni di vita del periodico – Piero Giordanetti ne dava una prima descrizione, soffermandosi, oltre che su alcune questioni di contenuto, sulla fisionomia che esse avrebbero assunto nel corso dell’ordinamento, in parte rispecchiante una strutturazione già data dallo stesso Dal Pra.
Nel decennio successivo, sulle pagine della «Rivista» che fu diretta da Dal Pra, apparvero, grazie soprattutto alla sensibilità e all’impegno profusi da un suo allievo, Enrico I. Rambaldi, ancora testi inediti e sezioni di carteggi, insieme a una presentazione generale del lavoro nel frattempo compiuto da Giuseppe Barreca, che permise al Fondo di assumere la struttura che, ad oggi, incontrano gli studiosi che vi si avvicinano. Barreca ricordava le circostanze e lo sviluppo dell’impresa di riordino, fatica per un tratto sostenuta anche da Michelangelo Ceresani, fornendo un primo prospetto della suddivisione in sezioni delle carte. La, di poco successiva, pubblicazione dell’inventario (2005), per le cure di Giordanetti e Barreca, mise a disposizione, per la prima volta, il quadro completo del materiale sino ad allora consultabile (per la descrizione della struttura inventariale vedi qui). Ciò diede, naturalmente, nuovo impulso allo scavo storiografico della figura di Dal Pra, viepiù penetrabile attraverso l’utilizzo di un materiale che costituisce, a pieno titolo, il prodotto della sua “officina” di lavoro.